La Storia del Ristorante

Venanzio e Giuditta Pedrinelli: il ristorante e la privativa-posteria

Venanzio Pedrinelli, classe 1893, è originario di Trenno, alle porte di Milano. Figlio di Luigi e Angela Arienti si trasferisce a Varese in cerca di un impiego, che trova come fuochista nello stabilimento della Birra Poretti a Induno Olona. Lì conosce Giuditta Mazzocchi, che lavora come cuoca in casa della famiglia Magnani, discendenti di Angelo Poretti e proprietari del birrificio.

Dopo il loro matrimonio, nel 1923 Venanzio e Giuditta avviano un ristorante in una palazzina di due piani appartenente al complesso della Poretti, che diviene anche l’abitazione della famiglia. Due anni dopo all’esercizio del ristorante Venanzio aggiunge quello di una posteria con privativa di sali e tabacchi. Per i primi sei anni di attività Venanzio e Giuditta sono anche proprietari dell’immobile ma nel 1928 la Poretti lo riacquista e ne mantiene la proprietà fino al 2006. Negli anni quaranta Lucia e Renzo, nati nei primi anni di matrimonio di Venanzio e Giuditta, cominciano ad affiancare i genitori nella conduzione del negozio e del ristorante.

Rimasto vedovo di Giuditta, Venanzio si sposa con la legnanese Ernestina Cerri e da questo secondo matrimonio nasce Carlo, che a differenza dei due figli di Giuditta, non ha parte nell’attività del ristorante.

Nei primi anni il ristorante ha come principali clienti i carrettieri che vanno a caricare e scaricare le casse di birra alla Poretti, mentre il negozio di generi alimentari e di monopolio serve gli abitanti delle frazioni e delle cascine più vicine. Una miglioria apportata da Venanzio dopo alcuni anni di attività è la costruzione di alcuni campi da bocce, grazie a cui l’osteria diventa anche luogo di passatempo e di ritrovo per i vicini e per i clienti. Dopo il Secondo conflitto mondiale il locale si dota di una delle prime televisioni del circondario e accentua ancora di più il proprio ruolo di centro di aggregazione locale. Inoltre la tramvia turistica che collega Varese con Luino lungo la Valganna – funzionante dai primi del secolo fino al 1955 – fa una fermata non lontano dall’osteria, che diventa così un punto di ristoro per i villeggianti che utilizzano la linea.

l controllo del birrificio viene ceduto nel 1939 dagli eredi Poretti alla famiglia Bassetti e nel corso di questo passaggio l’immobile che ospita l’attività della famiglia Pedrinelli viene mantenuto nella proprietà dell’azienda.

Lo stretto legame con il birrificio Poretti diviene una delle linee di sviluppo del Ristorante Olona che, nato come ristoro per i carrettieri del birrificio, diventa con gli anni il luogo preferito per i pranzi di azionisti e dirigenti. I rapporti tra i vertici dell’impresa e la famiglia Pedrinelli sono improntati a familiarità e le sale del ristorante vengono utilizzate anche in occasione di piccole feste aziendali.

Quando negli anni cinquanta lo stabilimento di Induno Olona diviene il principale centro produttivo del gruppo Poretti-Splugen, il ristorante ospita dirigenti e tecnici provenienti dalla Germania e dall’Alto Adige.

Il Ristorante Olona di Renzo Pedrinelli, alta qualità per una clientela esclusiva

Lucia Pedrinelli sulla porta che conduce alla sala pranzo del ristorante. Anni cinquanta, Archivio famiglia Pedrinelli.

Alla morte di Venanzio nel 1957, la titolarità dell’impresa passa al figlio Renzo che la sviluppa con l’aiuto della sorella Lucia e della moglie Maria Carcano, detta Mariuccia.

Nel passaggio di consegne Renzo decide di cessare l’attività di posteria e privativa, mantenendo in attività solamente il ristorante che può così aumentare la capienza fino a 50-60 posti a sedere.

Nella nuova conduzione Renzo e Lucia lavorano principalmente in cucina alla preparazione delle pietanze mentre Mariuccia coordina il servizio in sala; oltre a loro sono attivi tre o quattro dipendenti tra cuochi, camerieri e lavapiatti.

Renzo è appassionato di funghi, che raccoglie personalmente e introduce nel menu incontrando grande successo tra i clienti.

La cucina del ristorante, ispirata alla tradizione lombarda, offre il meglio di sé nel corso dei mesi invernali quando le ricette sono più elaborate e sostanziose.

La qualità del ristorante deve qualcosa anche alla selezione del vino, tra cui quello delle cantine Pio Cesare di Alba, storico fornitore già dai tempi di Venanzio, che viene acquistato sfuso e imbottigliato direttamente in casa.

Nel 1961 nascono i due figli di Renzo e Mariuccia, i gemelli Venanzio e Chiara, che grazie all’identità tra casa e luogo di lavoro dei genitori crescono a stretto contatto con un’attività che imparano ad amare già da bambini e che in alcune occasioni assume i contorni della festa corale. Negli anni della loro infanzia la Poretti è l’unica realtà industriale in un contesto di cascine e insediamenti agricoli, da cui il ristorante si rifornisce delle principali materie prime: ortaggi, frutta, salumi, formaggi provengono dai dintorni, quando non vengono prodotti direttamente in casa. Il ristorante in questi anni aumenta la sua fama grazie alla frequentazione di importanti famiglie borghesi di Varese e di Milano, che ne apprezzano la cucina di tradizione e il clima familiare e che si tramandano questa passione di generazione in generazione.

Alcuni di loro frequentano il ristorante da decenni perché sanno di potervi trovare i funghi in settembre e ottobre, la cassoeula in novembre e gli asparagi di Cantello a primavera.

Un’altra fonte di intenso lavoro in questi anni è rappresentata dalla categoria dei rappresentanti di commercio, soprattutto nel settore delle calzature e della pelletteria, che per molti anni organizzano spesso pranzi di lavoro al Ristorante Olona.

Nel corso degli anni settanta il ristorante riesce a costituire un bacino di clienti fedeli tra i frequentatori degli ippodromi di Varese e di Milano, anche grazie ad alcune manifestazioni sportive sponsorizzate dalla Birreria Poretti.

Sfruttando la vicinanza all’Ippodromo delle Bettole e alcuni legami consolidati con personaggi del mondo dell’ippica, Renzo riesce in questi anni a portare a cena nel proprio ristorante una nuova clientela di prestigio, che a sua volta alimenta la buona reputazione del ristorante

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